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Vigna Ilaria 06.06.2010

giovedì, 24 giugno 2010

di Giorgio Dracopulos

“La Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versilia” è un itinerario di varie strade che attraversano luoghi di grande bellezza. Percorsi che ci portano tra sentieri immersi nella natura, magnifiche e antiche ville, dolci colline ricoperte di verdeggianti olivi e filari di viti centenarie, che si alternano tra varie tipologie di costruzioni di epoche diverse, tra cui spiccano pievi e chiese dagli imponenti campanili. Un fantastico patrimonio storico, culturale e paesaggistico, ancora molto ben conservato; qui nascono i Vini D.O.C. delle Colline Lucchesi e Montecarlo, insieme all’Olio D.O.P. di Lucca.

Uscendo dalla Città di Lucca, dalla parte di Borgo Giannotti, attraversato il Ponte di Monte San Quirico, e girando subito a sinistra, s’imbocca Via di Sant’Alessio, dopo averla percorsa, per meno di un chilometro, troviamo una via che piega leggermente sulla destra, è Via per Pieve S. Stefano, proprio una della Strade del Vino, al numero civico 967/c, si trova la Locanda Vigna Ilaria.

La Locanda è un bell’edificio di tre piani, nato sul terreno della Vigna da cui prende il nome, la costruzione è in pietra a vista, all’interno i classici soffitti a travi di legno, una struttura dei primi del Novecento; in origine era la stalla della vicina Villa, che oggi porta il nome di Villa Coppola. Già nei primi anni sessanta era un Locale molto in voga nel bel mondo lucchese, che lo frequentava per le famose merende e per tutti i tipi di cerimonie, nel 1985 subì una prima ristrutturazione che la trasformò in Locanda. Nel 2001 arrivò, poi, la seconda ristrutturazione, che le fece assumere l’aspetto attuale. Al piano terra il grande giardino porta al caratteristico ingresso, qui ci accoglie un piccolo bancone bar sulla destra, di fronte la finestra di servizio della cucina. Un corto corridoio, a destra, ci porta nella bella grande sala rettangolare con il vecchio caminetto, divisa da un grande arco a mattoni. Tornando all’ingresso e girando invece a sinistra, si supera un piccolo disimpegno (con la scala che porta ai piani superiori), e si entra in un’altra saletta, da cui si può accedere da una parte al giardino più piccolo e riservato, sul retro, e, dall’altra alla piccola stanza con il forno a legna. Ai piani superiori troviamo, al primo tre camere con servizi e una piccola suite; al secondo piano un grande appartamento con sei posti letto. Da tutte le finestre si gode di una bellissima vista sulla campagna e le colline circostanti. Adiacente alla struttura l’ampio e riservato parcheggio sterrato. Una così fascinosa Locanda merita di essere gestita da un grande Oste.

Domenica 6 Giugno 2010, alle ore 12.00, sono andato a Vigna Ilaria per festeggiare la nuova gestione assunta da Andrea Maggi.

Tutti ormai conoscete questo giovane Oste, che tanti successi ha riscosso in Italia e all’estero, ma se volete rinfrescarvi la memoria andate nell’archivio di questa rubrica  ( su http://latavolozzadelgustodidracopulos.blogspot.com/ ) e troverete in dettaglio, nell’altro articolo a lui dedicato, la sua notevole e qualificata biografia. Qui, oggi, voglio raccontarvi la bella festa che Andrea ha voluto fare per l’occasione.

La splendida giornata ha riempito di raggi di sole gli spazi tra gli ombrelloni nel grande giardino, molti amici e clienti sono intervenuti all’evento, sui bordi erano stati allestiti alcuni baldacchini per alcune importanti e selezionate Ditte che partecipavano all’evento. L’immancabile, amico, Paolo Parisi, aiutato dal figlio Rocco, ha cotto, su due alti bracieri, degli ottimi “mini hamburger” (80% manzo, 10% guanciale affumicato, 10% maiale), fatti con le super curate carni, provenienti dal suo Podere “Le Macchie” di Usigliano di Lari, in Provincia di Pisa.

L’Azienda Puntozero di Marina di Massa (MS), con la titolare Sara Valdambrini, una ditta che distribuisce una serie di validi prodotti di nicchia del territorio. La fantastica Lia e Meazzini, dell’omonima Azienda Agricola di Crespina (PI), con la sua eccezionale frutta e verdura. Lo Scoppolato di Pedona, un particolare formaggio di pecora affinato in grotta, che si mangia a scaglie, inventato da Gabriele Ghirlanda.

Da bere i Prosecchi Superiori di Valdobbiadene Santa Eurosia D.O.C.G. Brut e Extra Dry dell’omonima Azienda di Giuseppe Geronazzo di S. Pietro di Barbozza, Valdobbiadene (Treviso).

Insieme ai Vini Bianchi, portati dal titolare, Franco Terpin, in persona: Sialis 2005 I.G.T. Delle Venezie (Pinot Grigio), Jakot 2005 I.G.T. Delle Venezie (Tocai), Sauvignon I.G.T. Delle Venezie, dell’Azienda Agricola Franco Terpin di San Floriano del Collio (GO).

Infine l’aromatico e cremoso caffè, una miscela Arabica della Nuova Guinea, portata dalla Torrefazione Caffè Silvia di Porcari (LU), con il titolare Roberto Perugia.

La nuova Brigata di Cucina è giovane e appassionata. Lo Chef è Filippo Olivieri, classe 1984, avrebbe dovuto seguire le orme del padre geometra, ma la passione era un’altra, dopo essersi diplomato all’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorativi “Fratelli Pieroni”, di Barga (LU), ha lavorato al Ristorante Damiani di Lucca, poi all’estero, in Australia, dove ha fatto esperienza in importanti Locali come il Blue Angel Restaurant e il Machiavelli Italian Restaurant di Sydney. Rientrato in Italia, per un anno e mezzo ha lavorato nella cucina del Ristorane Henri di Viareggio (LU), successivamente ha deciso di iniziare questa nuova e bella collaborazione con Andrea Maggi. Sous Chef, Mirko Matteoni, anche lui giovanissimo, ma che ha lavorato nelle cucine di importanti Ristoranti come lo “Stellato” Butterfly di Marlia (LU). In cucina, a supervisionare, la giovane e bella Elena Ammannati, futura Signora Maggi. In sala il fratello di Andrea, il bravo Stefano Maggi, insieme a Claudio Martinelli.

Ma torniamo alla festa: dopo l’aperitivo di benvenuto, un ricco e curato Buffet ha rifocillato gli ospiti. Ho potuto assaggiare, anche, alcuni piatti appositamente preparati da Filippo Olivieri, per conoscere meglio la sua cucina, e ho trovato molto interessanti la “Tartare di Fassona Piemontese con guanciale e sale di Cervia”, il “Filetto di Muggine primavera” e il “Semifreddo alla Pesca”.

L’ appena trascorsa esperienza al Ristorante La Bilancia di Massarosa (Lu), lasciato da Andrea per motivi strutturali, che gli impedivano di applicare tutte le sue idee, lo ha convinto sempre di più a seguire il suo percorso fatto di tradizione con un pizzico di innovazione adattata al Territorio.

La filosofia di Andrea Maggi è sicuramente quella giusta, con straordinaria passione mi ha ribadito le sue linee guida:

- produrre in proprio tutto il possibile,

- scegliere soltanto il meglio e il più fresco,

- prediligere i prodotti a “chilometro zero”,

- severa selezione di tutto ciò che entra in cucina,

- estrema cura e attenzione nelle cotture per non perdere i sapori naturali,

- offrire agli ospiti una vasta gamma di possibilità degustative di nicchia,

- una Cantina ricca di straordinarie bottiglie, con una particolare attenzione al Territorio, cercando in Italia e all’estero Vini con un rapporto qualità/prezzo eccezionale.

Andrea Maggi non è solo un attento Ristoratore fautore del “biologico” e del “biodinamico”, ma è anche un grande Oste con un severo “Codice Etico”, e ha trovato, finalmente, in Vigna Ilaria, la sua Locanda.

di Giorgio Dracopulos

Locanda Vigna Ilaria

Via Per Pieve S. Stefano, 967/c

S. Alessio – Lucca

Tel. 0583 332091 Fax. 0583 331908

Official Start Party

domenica, 6 giugno 2010

Eccoci… oggi è la grande giornata!!! Il nostro giorno, la nostra festa… Locanda Vigna Ilaria apre con la nostra nuova gestione dovre continueremo a trasmettere la nostra pasione,la nostra filosofia.

Qui accanto alcuni dei  nostri amici Vigneron presenti alla manifestazione

La Formazione con Gli Amici

domenica, 7 febbraio 2010

A proposito di formazione e filosofia.. giusto questi giorni sono stato ospite di Martin e Wiebke, clienti de La Bilancia, che vivono ad Amburgo e che mi hanno chiesto di passare con loro alcune serate per cucinare ad un gruppo di appassionati e buongustai che hanno voluto approfondire la filosofia della cultura del prodotto e della sua lavorazione. Insomma alcune serate per capire come dal prodotto si possa ottenere il massimo. Voi capirete che mi sono tuffato in questa cosa con la massima energia! Cercare di fare emeregere il prodotto è la luce che mi spinge ogni giorno a dare il massimo nel mio locale. Per questo ho passato questa settimana tra i fornelli. Una sorta anche di primo passaggio nell’ottica della mia voglia di aprirmi sicuramente anche all’esperienza della formazione,ma con una caratteristica fondamentale: cucinare con i prodotti del luogo. Una sfida difficile da proporre in quelle zone perché sono stato in un  periodo impossibile per loro dato che i prodotti soffrono del clima rigido invernale: cucinare esclusivamente con le tipicità è stata un’impresa.

Ma sono decisamente contento anche perché ho sperimentato sul campo per la prima volta ed in condizioni avverse la mia idea formativa: non insegnare a cucinare, ma imparare ad interpretare il prodotto locale. A me piace essere un ricercatore del cibo ed un selezionatore che, alla fine, mette in tavola qualcosa in cui crede.

Questo è lo stimolo alla base della mia idea formativa.

A.

Perchè il blog

mercoledì, 3 febbraio 2010

Il mio sito/blog è aperto. E’ stata una riflessione importante su come  realizzare la mia comunicazione. Anche perché sentivo l’esigenza di avere uno spazio nel quale poter raccogliere le mie impressioni ed il mio lavoro; spiegare alcune scelte; condividere e trasmettere la passione della ricerca per la materia prima. Ma anche creare un punto di riferimento per i prodotti della mia terra e per tutti quelli che ho “incontrato” e che incontrerò nel mio percorso. Volevo, insomma, anche un luogo dove scambiare informazioni: cosa di meglio di un diario aperto a tutti… Ecco che nasce questo spazio che racchiude la mia filosofia (il mio primo post, non a caso) ed il futuro (come la “formazione con gli amici”).

A.

La mia “filosofia”

martedì, 12 gennaio 2010

La mia filosofia nasce dalla mia storia: la costante ricerca dell’identità del territorio, sia nei prodotti gastronomici che in quelli enoici, deve essere riconosciuta nel singolo piatto e nel singolo abbinamento. Io mi definisco sempre un oste, né un imprenditore del settore della gastronomia né un manager. Questo perché nei miei locali voglio portare tutta la mia passione per questo mondo, nata dall’esperienza, ma soprattutto del quotidiano scambio di impressioni con le persone che frequentano il mio locale. Non mi piace definirli clienti, ma “amici” con i quali fare un percorso culturale che vede nella gastronomia una risorsa antropologica. Ogni volta, infatti, che con il mio staff  prepariamo e mettiamo in tavola un piatto, pensiamo al percorso che quegli ingredienti hanno effettuato ed alla loro riconoscibilità territoriale. Se da un lato l’aspetto enogastronomico si basa su questa filosofia; dall’altro anche il rapporto con le persone che frequentano il locale segue una particolare idea. A me piace che i clienti possano trovare in me una persona di fiducia alla quale rivolgersi per una cena particolare, un prodotto diverso, un desiderio enogastronomico che li consenta di trascorrere una serata piacevole. Questo è lo stimolo costante che mi accompagna. Per poter offrire questo, inoltre, posso dire di svolgere anche una funzione di ricercatore. Mi muovo spesso, provo, degusto, sempre alla ricerca di prodotti gastronomici e vini che appaghino la mia voglia di creare un percorso culturale nella gastronomia, sicuramente con un’attenzione particolare ai prodotti della Versilia e della Toscana, senza precludere la scoperta di quelli italiani ed esteri. Sembrerò banale, ma la tipicità, quella vera, è la strada che seguo. Il percorso professionale fatto mi stimola anche alla ricerca del particolare in sala. Non inseguo l’eleganza, ma il gusto, la corretta presentazione che faccia risaltare ciò che presentiamo nel piatto e nel bicchiere. Sono anche un simpatico rompiscatole che non serve e non fa servire un piatto senza prima le “doverose presentazioni”. Il mio desiderio più grande è che i miei clienti, oltre a soddisfare le papille gustative, rispettino e apprezzino il mio lavoro di ricerca ma soprattutto che comprendano cosa c’è dietro a un pesce pescato in mare, a un formaggio o a qualsiasi cosa che viene curata con amore e rispetto dell’ambiante e della natura.