Articoli marcati con tag ‘Cucina’

La patata di Regnano

lunedì, 15 marzo 2010

Nella zona di Massa,e più precisamente nel comune di  Casola,si trova invece ,la Patata di Regnano.Anche in questo caso parliamo di una produzione piccola destinata all’autoconsumo.La patata di Regnano è molto caratteristica nel comune di Casola: l’ambiente di coltivazione, l’elevata altitudine, le caratteristiche dei terreni particolarmente vocati e la tecnica di produzione la rendono un prodotto unico. In passato la coltivazione della patata era molto diffusa: veniva coltivata sia vicino al centro abitato, sia nella parte elevata delle colline vicine, ossia nelle zone a nord del paese, Tea, come nella zona denominata “Foce”, luogo che divide la valle dell’Aulella da quella del Rosaro.Viene ancora coltivata con lo stallico e non si utilizzano prodotti chimici.

Oggi la produzione della patata di Regnano riesce a soddisfare quasi solo l’autoconsumo:

E’ un ingrediente essenziale di  altri due prodotti tradizionali del Comune di Casola in Lunigiana: il pane di Regnano e la marocca di Casola (presidio Slow Food,piccolo miracolo del mio amico Fabio che presto Vi racconterò), nell’impasto dei quali viene utilizzata la patata schiacciata,un pò come accade alla patata della garfagnana e al pane di patate omonimo.

La Patata di Zeri

martedì, 2 marzo 2010

 Per nozioni sulla patata basta dare un’occhiata in un motore di ricerca qualsiasi.

Vi ricordo soltanto qualcosa in generale;Le patate si conservano molto bene e a lungo, rispettando i seguenti piccoli accorgimenti: tenetele al buio per evitare che diventino verdi; la temperatura non deve essere nè troppo umida (temperatura sempre in positivo) nè troppo secca (mai al di sopra degli 8° C, altrimenti tende a germogliare), la cantina sarebbe il luogo ideale. Quando l’acquistate sceglietela con la buccia intatta, integra e priva di macchie e grinze, senza germogli e spaccature.Questo perchè nelle parti germogliate si sviluppano la solanina e la solanidina, sostanze alcaloidi che provocano leggere intossicazioni.Oltre al normale consumo (appunto per gli gnocchi,come contorno e nella preparazione di alcune torte ,in molte diete ma anche come cosmetico),la si usa spesso anche nella cucina per ovviare ad alcune scomode situazioni che si presentano talvolta in altre preparazioni: è infatti molto efficace come addensante (grazie  l’amido presente),ma anche quando ci troviamo davanti ad una pietanza  troppo salata. …basterà aggiungere un pò d’acqua e un la patata bollita per recuperare il nostro piatto.

Adesso analizziamo due Varietà di Patata della mia zona…

La Patata di Zeri  viene coltivata con metodiche tradizionali: alla lavorazione del terreno segue la concimazione con stallatico, non è previsto alcun trattamento fitosanitario. Viene coltivata nella parte più alta del bacino del Magra nel Comune di Zeri nella provincia di Massa-Carrara.
I terreni di coltura, variano dai 500 fino a raggiungere altitudini di 1500 metri,altitudini ottimali e clima ottimale.Oggi viene coltivata praticamente solo per autoconsumo. La tradizione fa risalire questa coltura al terzo quarto del diciottesimo secolo, quando un certo Biagio Grilli di Adelano piantò un paio di tuberi ottenuti da montanari parmigiani reduci dalla Germania .

Sono tre le sottovarietà :
Rossa,di forma  rotonda ,buccia  rossa e polpa bianca usata sopratutto per le lunghe cotture.

Bianca di forma  rotonda ,buccia bianca e polpa gialla , indicata per le fritture

Zale di forma  rotonda con  dimensioni modeste ,buccia rossa e polpa gialla ,molto dolce e saporita, è indicata lessata o cotta al forno.

La patata di Zeri in generale è comunque  molto saporita è ottima sia lessa che al forno. Viene utilizzata, tra l’altro, in un piatto tipico lunigiano, l’agnello cotto nei testi, il cui ingrediente principale è un altro prodotto agroalimentare tipico: l’agnello zerasco (o agnello di Zeri,Presidio Slow Food).

La Germania e la Patata

giovedì, 25 febbraio 2010

Appena di ritorno dalla Germania ho cercato di rifarmi del tempo perso. In fin dei conti avevo la necessità di avere una ‘ partenza’, uno spunto nel cominciare a scrivere e descrivere…..

Sono tante le emozioni che vorrei trasmettere parlandovi di piccoli produttori o di semplici miracoli della natura che ho incontrato in passato e che in qualche modo (sul campo, al ristorante) ho già avuto la fortuna di conoscere. Tanti altri avremo modo di scoprirli assieme.

Il clima rigido (a gennaio abbiamo trovato  meno 15 gradi), I’Elba ghiacciato (il fiume che divide, bagna e rende magica Amburgo) hanno condizionato la  scelta del menù da proporre ai clienti-amici tedeschi. Nemmeno nel magico FischMarkt che consiglio a tutti di visitare (sveglatevi presto però…o andateci al ritorno dalla discoteca) non è che abbia avuto poi così tanto da scegliere tra i loro prodotti.

Trovare verdura e pesce è stata davvero dura  di questi tempi: come tutti i luoghi molto freddi abbondano di pesci affumicati o essiccati e le verdure vengono quasi solo esclusivamente da paesi lontani o da culture in serra (uffa…).

Ho, quindi, sperimentato veramente quello che succedeva anni fa quando il consumismo (ahimè) non aveva ancora reso possibile reperire prodotti in e da tutto il mondo e sempre.

Mi sono concentrato piuttosto sui pochi prodotti di indiscutibile territorialità, cercando di farli esprimere al meglio.

Visto che  la Germania è sicuramente la patria di alcuni prodotti tra cui indiscutibile la loro cultura sulle patate  (e da tempo ne sperimentavo diverse per raggiungere il mio scopo) cominciamo da questa bella esperienza.

Ho trovato un bellissimo Salmone Selvaggio ed allora ho proposto uno gnocco . Avevo già sperimentato uno gnocco senza farina, questo è stato un bel banco di prova. Al mercato comune si trovano molti tipi di patata, io ho scelto quella di altitudine, molto elastica e resistente, utile sia per rendere lo gnocco più tenero e soffice ma sopratutto per creare armonia con il suo condimento.

Lo gnocco senza farina è facile farlo a casa, più difficile gestirlo in un ristorante. Questo perchè nonpuò essere preparato prima, deve essere steso al momento per evitare che si attacchi.

Il procedimento è molto semplice: 1 kilo di patate, un uovo buono e  olio di gomito per impastare. 

Ovviamente si spruzza un pò di farina sulla superficie che utilizziamo per la lavorazione dello gnocco.

Una volta datogli forma ( a piacere ) va immerso immediatamente nell’acqua che bolle. Bastano pochi secondi (non serve farlo venire a galla, basta aspettare che l’acqua torni a bollire) e lo gnocco è pronto per la padella dove precedentemente abbiamo messo il salmone e il cavolo verza (in questa fase dobbiamo stare attenti a non rompere lo gnocco che è molto soffice) ed il gioco è fatto. La difficoltà di questo piatto sta nel maneggiare con cura lo gnocco afffinchè rimanga della  forma desiderata senza che si rompa o si deformi.

Al nostro ristorante questo piatto viene fatto con ovviamente con  ingredienti locali.

Molti di voi hanno già assaggiato lo Gnocco alle cicale.

Il procedimento è lo stesso per lo gnocco, per il sugo si sgusciano le cicale, con i guscci si fa il fondo;

La polpa viene messa alla fine. 

Abbiamo adesso uno spunto…..Cominciamo quindi ad analizzare un prodotto semplice semplice,usatissimo da tutti e che ha molte funzioni…. LA PATATA

Andrea